domenica 18 febbraio 2018





E' che... quando ti squilla il cellulare e chi ti cerca e la cugina Elle che non la senti e non la vedi da minimo quindici anni, ti viene come un sussulto e ti fai in un nanosecondo mille domande prima che lei cominci a parlare.
E' successo lunedì al Musone, anzi, in questo post lo chiamerò come un tempo, Occhi Azzurri, perchè.... perchè si, certo, perchè in questi giorni ho ritrovato il mio Occhi Azzurri, quello che in realtà è, quello che insieme ad Occhi Neri, che sarei io, forma un qualcosa di … di bello, si, di speciale . Si. Ma questo non centra niente in ciò che sto per raccontare. O forse centra. E che ne sò. Vabbè.
Comunque la telefonata della cugina Elle è stata più o meno questa:” Pronto, ciao, sono la Elle tua cugina, la figlia di B., ti ricordi? Senti, stamattina ho ricevuto una telefonata dall'ospedale, hanno ricoverato d'urgenza il cugino E. Te lo ricordi il cugino E.? Forse, chissà, aveva il mio numero di telefono sul cellulare. Comunque mi hanno detto che è gravissimo, è in rianimazione da un po' di giorni e non si è presentato ancora nessun parente per avere sue notizie. E ci credo che non si è presentato nessuno, lui non ha nessuno, è solo. “ Occhi Azzurri gli chiede se è andata lei a sentire cos'è successo. No. Lei non è ancora andata. Ha molti impegni con la famiglia,  con il lavoro, con... etc etc. . Occhi Azzurri allora taglia corto, la ringrazia di averlo avvertito, la saluta e chiude la telefonata. Poi mi chiama. E' mezzogiorno passato. Mi racconta l'accaduto. Mi dice che fa un salto in ospedale e va a chiedere notizie. Ti richiamerò appena so qualcosa, mi dice.
Io lo ricordo vagamente il cugino E. So che è un tipo solitario. Molto intelligente. Studiato, come si dice dalle nostre parti. Ma molto solo. Non l'ho mai visto con una donna, o con un amico. So che abita qui in paese, ma non so esattamente dove. Le rarissime volte che l'ho incrociato per strada ha finto di non vedermi, si è girato dall'altra parte. Non ha fratelli. Non sappiamo nemmeno che lavoro fa. Mi rendo conto solo ora che non sappiamo assolutamente niente di lui. Probabilmente non è mai stato nemmeno un attimo nei nostri pensieri. Era come non esistesse.
Occhi Azzurri mi chiama dopo circa tre ore. E'... sconvolto. Si. Lo capisco dal tono della sua voce. Mentre mi parla è ancora lì, nel parcheggio dell'ospedale, seduto in macchina. Non sa come dirmelo. Poi me lo dice. “ Cri, il cugino E. è gravissimo. Ha tentato il suicidio. Ha ingerito un mix di medicinali e li ha mandati giù con l'acido muriatico. Sono sconvolto. Mi hanno consegnato una borsetta con le sue cose... c'è anche la bottiglia dell'acido muriatico... non hanno saputo dirmi se vivrà... e se si salverà il medico mi ha detto che sarà un calvario lunghissimo e che avrà bisogno di tanta assistenza... (Mi dice che il medico gli ha fatto tante domande su E., ma che lui, a parte parlargli della sua ossessiva solitudine non ha saputo dirgli altro.) E come faccio a sapere se è mai stato in cura psichiatrica? Non so nulla di lui. Niente. Zero. Manco mi ricordavo che esisteva. Ma perchè? Ma perchè ha fatto questa cazzata? Ma perchè non ha chiesto aiuto a nessuno?”.
Occhi Azzurri in questi giorni ha contattato gli altri cugini, per informarli dell'accaduto e per vedere di organizzarsi per assisterlo. Nessuno ha dato disponibilità. Nessuno proprio. Nemmeno la sorella di Occhi Azzurri. Indifferenza totale. E' maledetta l'indifferenza. E' peggio dell'acido muriatico quando si insinua negli animi.
Ieri, io e Occhi Azzurri siamo andati in ospedale. Non era orario di visite per la sala di rianimazione, ma quando ci hanno visti hanno fatto un'eccezione e ci hanno fatto entrare. E' semi cosciente. Ci ha stupito il fatto che ci abbia riconosciuti. Con un filo di voce... ci ha chiesto dei gemelli. Come fa a sapere, a ricordarsi dei gemelli? Forse... lui sa tutto di noi... siamo noi che non sappiamo nulla di lui. Mi ha commosso questa cosa fino alle lacrime. Anche Occhi Azzurri si è commosso. Si, anche Occhi Azzurri avrà pensato la stessa cosa.
La situazione rimane gravissima.
Quando siamo usciti dall'ospedale, io e Occhi Azzurri ci tenevamo per mano. Era da tanto che non lo facevamo.
Ancora non sappiamo come, ma ciò che è certo è che il cugino E. non sarà più solo.



domenica 11 febbraio 2018




Accidenti... a parte le offese che si utilizzano quando c'è  rabbia alla base dei pensieri, e forse... chissà... anche quando c'è una forma di incapacità di relazionarsi con pacata lucidità, e comunque non appartengono al mio modo di pormi nella vita e pertanto non condivido mai in nessun caso, però stavolta mi chiedo veramente:
Ma  come si può dargli del tutto torto ?

Credo non si possa davvero.

sabato 3 febbraio 2018



Se sei una donna forte

(  di Gioconda Belli )


Se sei una donna forte
proteggiti dalle bestie che vorranno nutrirsi del tuo cuore.
Usano tutti i travestimenti del carnevale della terra:
si vestono da sensi di colpa, da opportunità,
da prezzi che si devono pagare.
Non per illuminarsi con il tuo fuoco
ma per spegnere la passione
l’erudizione delle tue fantasie
Non perdere l’empatia, ma temi ciò che ti porta a negarti la parola,
a nascondere chi sei,
ciò che ti obbliga a essere remissiva
e ti promette un regno terrestre in cambio
di un sorriso compiacente.
Se sei una donna forte
preparati alla battaglia:
imparare a stare sola
a dormire nella più assoluta oscurità senza paura
che nessuno ti tiri una fune quando ruggisce la tormenta
a nuotare contro corrente.
Educati all’occuppazione della riflessione e dell’intelletto.
Leggi, fai l’amore con te stessa, costruisci il tuo castello, circondalo di fossi profondi però fagli ampie porte e finestre.
E’ necessario che coltivi grandi amicizie
che coloro che ti circondano e ti amano sappiano chi sei,
che tu faccia un circolo di roghi e accenda al centro della tua stanza
una stufa sempre accesa dove si mantenga l’ardore dei tuoi sogni.
Se sei una donna forte proteggiti con parole e alberi
e invoca la memoria di donne antiche.
Fai sapere che sei un campo magnetico.
Proteggiti, però proteggiti per prima.
Costruisciti. Prenditi cura di te.
Apprezza il tuo potere.
Difendilo.
Fallo per te:
Te lo chiedo in nome di tutte noi.



mercoledì 24 gennaio 2018



Tra cinque ore circa, minuto più, minuto meno, sarai così anche tu, cara Cri.
Oddio... uguale uguale a lei no, questo è poco ma sicuro, si insomma, ci sarebbe da lavorarci su un bel po' per raggiungere la sua bellezza, ma il taglio di capelli, quello si. Sarà così. Ormai hai deciso. Almeno spero. Si, insomma, spero che quando la forbice della Lory comincia a tagliare la lunga chioma non ti venga il panico. E' un po' difficile rinunciare a lei, alla lunga chioma intendo. Lo so. A me lo dici? Lei... c'è praticamente da sempre.
Beh, che è quella faccia?
Dai dai dai, niente ripensamenti.
Anno nuovo, look nuovo.
Guai a te cacasotto se ci ripensi. Capitooo mi hai?
Tua Nair.

sabato 20 gennaio 2018


               
Del sabato mattina mi manca la sua rilassante leggerezza.
Un tempo disponevo di due giorni per rallentare i passi: il sabato e la domenica. Ma da quando mia madre non è più autosufficiente,il sabato è il giorno della settimana che le devo dedicare quasi totalmente. Mi rimane un po' di aria di libertà la domenica, ma neanche sempre.
Mi manca la passeggiata mattutina con i cani, lungo le stradine rassicuranti e tranquille della mia campagna.
Mi manca la mia ora di yoga.
Mi manca il mercatino del paese, i suoi profumi, i mille colori appesi alle bancarelle, le amiche che incontro, Francesco che, puntuale, seduto sulla sua inseparabile due ruote a motore spegne il motore e aspetta che lo spingiamo, le chiacchiere, il raccontarsi, l'ascoltarsi, le risate, il cappuccino al bar da Aldo, il negozietto della Betty, l'odore d'incenso che si respira li dentro, lo sfiorare il toccare con le mani le cianfrusaglie che vende ..., mi manca la leggerezza di quei momenti che sempre meno riesco a programmare, che poi non è neanche bello programmare... prima erano  naturali, erano le Piccole cose della mia semplice Vita che ho sempre considerato Grandi perchè mi fanno stare bene.
Mi manchi anche tu Blog. Mi manca il lasciarmi andare, il raccontarmi come all'inizio, ricordi? Comunque è rassicurante per me sapere che ci sei. Sei un angolo di vita che continuo ad amare. Sei il mio specchio. Sei la mia voce. Si. La mia voce.
Sai, uno dei prossimi post credo sarà il racconto di come ha avuto inizio la nostra avventura. Ci proverò, si. E' iniziata per caso. Ma è una bella storia.
Vabbè, adesso ti lascio. Devo tirare su mia madre dal letto, farle, il bagno, prepararle la colazione etc etc etc...
Non ti ho mai raccontato nemmeno la storia di me e mia madre.
Non è... come dire... proprio una bella storia. Ma come vedi, anche se le ferite purtroppo non si sono mai rimarginate, io ci sono. Si. Io ci sono sempre. Su di me, si può sempre contare. Magari il cuore, con lei, non è ancora del tutto aperto. Ma le braccia si. Ho braccia che, nonostante tutto sanno accogliere. Anche questo ha a che fare con l'amore, è vero? Penso di si.
Ciao.
Alla prossima.


lunedì 1 gennaio 2018


Sono qui, con la dolcezza di De Gregori che mi accarezza il cuore.
Mi piace De Gregori. Io, su queste note, ci farei l'amore, tranquillamente, beatamente, intensamente, appassionatamente.
Ho dormito fino a tardi stamattina, sono ancora in pigiama, con i capelli … o signur ... che disastro che sono stamattina i capelli... un ammasso di ricci aggrovigliati che se ci metto una mano dentro non riesco più a toglierla. Vabbè, più tardi li sistemerò, adesso non ne ho voglia.
No, non ho fatto follie stanotte. Sinceramente, non ho mai appezzato le date dove è quasi obbligatorio divertirsi. Quando il Musone suonava, ho trascorso molti ultimi dell'anno in giro per locali, e... a parte la musica del Musone, tutto il resto mi sembrava assurdo, irritante, non adatto a me insomma.
Forse, qualche giorno in montagna, o a visitare una delle incantevoli città della mia bella Italia che non ho ancora visto, l'avrei gradito, si. Ma finchè mia madre vive con me non posso programmare vacanze. Va bene così. Per il momento sembra che la cosa non mi pesi più di tanto.
E allora 2017, te ne sei andato, eh! Ma lo sai che un po' mi dispiace! Sei stato un anno... come dire... si... insomma... non sei stato proprio male, ecco. Non me la sento proprio di mandarti a fanculo come ho fatto con gli ultimi sei sette anni che ti hanno preceduto. Tu, sei stato un anno che... mi ha dato la possibilità di rimettermi in gioco. Si. Hai fatto in modo di convincermi a non mollare: nel lavoro, nella vita privata... etc.. Mi hai ridato forza e speranza. Hai tentato di ricordarmi che devo credere in me stessa, che non devo scordarlo mai...
Vabbè, gli ultimi giorni, da Santo Stefano in poi, ti sei un po' smentito, me li hai fatti trascorrere quasi tutti al pronto soccorso con il Musone, ma voglio sperare sia solo una spiacevole parentesi, un'ultima riga scritta male prima di andartene, eh!
Dai, oggi è il primo giorno del tuo successore, diamogli il benvenuto, và!
Ciao 2018, ben arrivato tra noi. Prendiamoci per mano e continuiamo il percorso della Vita. E ti raccomando di fare il bravo. Ehii, guarda che non sono esigente, ti chiedo solo poche sorprese, ma che siano belle, non solo per me, ma per il mondo intero.

Caro Blg, Questi " Grazie perchè" li scrissi nel  nostro primo 31 dicembre. Sono passati ben dodici anni, non ci posso credere, io e te siamo insieme da tutto questo tempo...
Senti, io te li riscrivo. In fondo, anche se sono trascorsi dodici anni, questi "Grazie perchè" sono rimasti intatti... ancora Vivi, si.
 
Grazie perchè....

Grazie perchè ... sono i piccoli cenni che mi danno felicità
Grazie perchè... Amare non mi costa nulla
Grazie perchè... non spreco la Vita e cerco di viverla con intensità

Grazie perché…nel percorso della mia Vita ho fatto degli errori
Grazie perché… ho imparato tanto dagli errori
Grazie perché… certe paure stanno passando
Grazie perché… a volte sono un disastro
Grazie perché… riesco sempre a trovare un filo di speranza
Grazie perché… anche "due Silenzi" a volte riescono a riempire il vuoto …
Grazie perché… so ascoltare
Grazie perché… sono semplice
Grazie perché... almeno una volta al giorno riesco a sorridere
Grazie perché… sogno a colori...

Un Sereno Anno Nuovo a Tutti.
Un Bacio.
Cri

lunedì 25 dicembre 2017



Ho appena finito di ripulire la cucina.
Credo di aver battuto il mio record personale di ore ai fornelli.
Il risultato dovrebbe essere discreto, almeno spero.
Dai, è tutto pronto. Non mi par vero.
Si. La mia casa, sarà come ogni Natale, piena di voci.
Si. Ogni voce sarà anche un abbraccio e un sorriso ricevuto e ricambiato.
Si. Ogni voce avrà una storia da raccontare, un ricordo da portare.
Si. Ogni voce sarà un suono che accoglierò con gioia, affetto e amore.
Ne avevo bisogno.
Adesso vado a nanna, che l'ora è proprio tarda.

Buon Natale a tutti, con affetto sincero.
Un bacio.
Cristina

domenica 10 dicembre 2017



Il messaggio della Telly è arrivato per primo Ma lo sapevo che sarebbe stato così.
L'Amicizia di noi cinque è sempre stata viva, spontanea, naturale e bella ma , io e la Telly, siamo quelle più legate da affetto profondo.
“ Cristy... è dolcissimo pensare che ci conosciamo da una vita e che gli anni passano ma il nostro affetto rimane immutato. Ed il merito è tuo, Cristy. E sai perchè? Perchè sei una persona che da sempre sa essere se stessa, tu Cristy, sei vera. E' questa la tua bellezza. Ti voglio un mondo di bene. Auguri Amica mia.”

Oggi fa molto freddo. Però non c'è la neve. Peccato. Ho sempre amato la neve. Ho avuto molti compleanni decorati con la neve. Era... una specie di dono speciale. Mio padre ad ogni mio compleanno mi raccontava di quanta neve c'era il giorno che sono nata, “ Padova era tutta coperta di neve, era un incanto, ed io ero l'uomo più felice del mondo perchè eri nata tu, la mia Cristina ...” mi diceva.
Oggi fa molto freddo fuori. Però nel mio Cuore sento caldo.
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Ore 16...
Teneri e soffici fiocchi di neve stanno danzando nell'aria.

Si. Sta nevicando...
Lo sapevo, si, lo sapevo che sarebbe arrivata, si....





domenica 3 dicembre 2017




Ti lascio troppo solo, lo so. Ma non me ne volere, ti prego. Già altre volte te l'ho detto che la Vita gira così, a tratti è generosa, ci coccola, ci regala spazi da gestire a nostro piacimento, e a tratti invece non gliene può fregar di meno e ci massacra i cabasisi con impegni e situazioni da sbrogliare e soprattutto da  portare a termine. Ma non sono qui per lamentarmi. Davvero. Sono qui, perchè, certi momenti  ho bisogno di raccontarteli. Fanno parte della mia storia, e tu Blog, in fondo sei nato per questo, per raccogliere quel che riesco a raccontarti di me. Che non è tutto, come tu sai. Perchè c'è una parte che non sono mai riuscita a raccontarti, e so che non lo farò mai. Lei sta lì nel mio animo e nella mia mente, buona buona, io non la cerco, e lei, educatamente prova a non disturbarmi.
Comunque Blog, eccomi qui. Vado a ruota libera, come sempre quando sono con te, quello che viene viene... per dirti che, venerdì sera è stata una serata a dir poco magnifica, le emozioni, ti assicuro, hanno raggiunto livelli alti. Giorgio, figura storica, responsabile del reparto grafico della mia azienda, il 30 novembre ha terminato il suo percorso lavorativo. Non avrei mai voluto che arrivasse questo momento, ho sperato fino alla fine che mi dicesse: “ Capa ( così mi chiama), vabbè, dai vado in pensione, ma continuo lo stesso, non vi lascio. Invece purtroppo non è stato così. La sua ultima frase, prima di chiudere per l'ultima volta la porta del suo ufficio è stata: “ Capa, non chiedermi nulla ti prego, ho già  dato quanto basta. Adesso mi riprendo in mano la vita, ho passioni che mi aspettano: la montagna, i viaggi, la pittura, e poi tra un po' dovrò pure fare il nonno, ti sembra poco? Ha sorriso. Ci siamo abbracciati di un forte che a raccontarlo non si può nemmeno immaginare, abbiamo versato qualche lacrima, e ci siamo salutati. Per me Giorgio, non era solo una Persona al libro paga, era anche... un fratello maggiore. Si.
E poi, è anche giusto ammettere che, se l'azienda nel corso degli anni ha avuto risultati positivi, è stato anche per merito suo, per la sua infinita professionalità, competenza e grande passione che ha sempre messo nel lavoro che svolgeva.
Ha insegnato tanto a tutto il gruppo. Sarà difficile trovare un degno sostituto.
Io, ho provato a scommettere su Giampy.
Giampy, è arrivato dalla Puglia dieci anni fa, cercava un lavoro perchè dalle sue parti era impossibile trovarlo, ma sapeva solo disegnare, però dieci anni insieme a Giorgio sono serviti a renderlo un grafico di tutto rispetto. E' diventato bravo. Ed è anche una bella persona. Ha un'animo bello, Giampy. Ce la farà ne sono certa.
Comunque, venerdì sera, abbiamo organizzato una festa a sorpresa per Giorgio, d'accordo con la sua famiglia. C'era tutto il nostro Gruppo, son venuti anche quei due tre che non andavano d'accordo con lui. Non è un carattere facile Giorgio. Ho avuto anch'io molti scontri, pur volendogli un mondo di bene. Nella stanza del ristorante a noi riservata eravamo in 21 persone che rappresentavano la sua storia: il suo primo collega di lavoro, i suoi due amici d'infanzia e di una vita, il nostro cliente che più gli era affezionato, la sua famiglia, e … noi... che siamo stati la storia dei suoi ultimi ventitre anni.
Non se lo sarebbe mai aspettato. Credo non dimenticherò mai l'espressione del suo volto  quando ci ha trovati tutti li. E' stato bellissimo. E nel corso della serata, che non ne voleva sapere di finire ( abbiamo fatto quasi mattina) ci siamo divertiti un casino. Davvero.

Da una quindicina di giorni, dopo un'infinità di colloqui (per la maggior parte deludenti e sconfortanti... ) c'è un ragazzo appena uscito dalla scuola grafica che affianca Giampy. E' timidissimo. E' la sua prima esperienza con il mondo del lavoro. E' in prova per sei mesi. Ma qualcosa mi dice che, sempre se resisterà ai nostri ritmi allucinanti, si unirà definitivamente al gruppo. Si. Ha stoffa il Piccolo. E... intravvedo anche un accenno di  passione per questa splendida professione. Lo dice pure Giampy.

Ciao Blog.
Alla prossima.
Tua Cri.

domenica 5 novembre 2017




Accompagnata dal vento, la pioggia scende leggera.
Uscire di casa, oggi, è proprio l'ultimo pensiero e ad essere sincera non si sta poi così male protetta al calduccio tra le mura domestiche.
Da circa un'ora sto navigando in questo immenso oceano di parole, alla ricerca della mia nuova auto. Ebbene si, è arrivato il momento di mandare in pensione la mia adorata rossa, il mio tesoro: la PT Cruiser.




Solo io potevo prendermi una macchina così ... , diversa dalle altre.
Non piaceva a nessuno. Per questo piaceva così tanto a me. Ho sempre pensato che l'auto  debba  assomigliarci. E lei, in qualche modo mi assomiglia. Si. Stiamo bene insieme.  Però, povera, ha talmente tante magagne che non credo valga la pena spendere soldi per rimetterla a nuovo. Ha corso tanto. Abbiamo passato tanto e tanto tempo insieme. Fidandoci l'una dell'altra. Lei, mi ha sempre dato tanta sicurezza. Si. Quando sono con lei, mi sento al sicuro,
Domani devo portarla a fare la revisione e sentirò il verdetto del meccanico.

Vabbè, nel frattempo, come dicevo, sto curiosando nei siti dei vari concessionari e una ideuzza me la sarei anche fatta. Eccola qui.


 
Che ve ne pare?  Pur osservandola per il momento davanti a questo schermo, mi sembra abbastanza adatta a me.



Non sarebbe male neanche la 500 L, ma ... non so... non riesce a convincermi.



E poi... vabbè...  finiamola qui con questa meraviglia. Ma credo costi un pò troppo, vero?.


Ehiiii, blogger amici,  accettasi consigli, mi raccomando. Anche di altre auto. 
^__^






sabato 14 ottobre 2017

Nulla di che...




...solo due simpatiche cavallette senza vergogna che fanno il ciupa dance sul balcone della mia camera...
E vabbè, uffa, in qualche modo dovevo pur ricominciare.
Gnaa fò senza di te, blog. Ecco. Mò te l'ho detto.








sabato 9 settembre 2017

Ultimo post





Era deserta la spiaggia, giovedì notte...
Il mare era calmo. Sussurrava appena.
Ho pensato che fosse felice di vedermi,... (mi ha vista talmente poco quest'anno...), e che volesse abbracciarmi.
Un abbraccio timido, discreto, ma molto intenso. Pieno d'affetto. Assomigliava a questo che sto per lasciarti ora, caro Blog. 


[...Emmi, mi scriva.
Scrivere è come baciare, solo senza labbra.... Scrivere è baciare con la mente... ]
(frase tratta da " Le ho mai parlato del Vendo del Nord" di Daniel Glattauer)


E' che non lo so più fare, caro Blog. La tua Emmina, la tua Nair, o meglio ancora la tua Cristina, non riesce più a baciarti con la mente, perchè quando è qui con te la sua mente la  obbliga a stare sempre da altre parti. E di questo il colpevole c'è. Oh hai voglia se c'è! E' la pressante realtà della sua vita.

Non so perchè la mia mente fa così. Non so perchè non ti vuole con lei. Non so perchè vuol farmi credere che il mio animo non ha più spazio per te.Non so perchè mi ha incoraggiata a scrivere questo ultimo post. Non so perchè vuole togliermi questa "cosa bella" che sei te. Forse la risposta è più semplice di quel che credi. Perchè è una mente affaticata. Stanca un pò di tutto. 


Nair



sabato 19 agosto 2017





























[...Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento...]
(Reinhold Messner)


Io e la Montagna
Parentesi d'Agosto
Breve ma intensa
Io... ladra di  Emozioni
(Nair)







sabato 12 agosto 2017



“Nessuno mi pettina bene come il Vento”
(Alda Merini)

Il Vento non prende ordini da nessuno
Non ha padroni,
E' figlio della sua libertà.
A volte ne approfitta, perde la ragione, non si controlla, sprigiona ira, si fa temere, si fa odiare...
Ma quando ritorna in sé passandoti accanto, strusciandosi, girandoti intorno..., quando si intrufola tra i capelli danzando con loro, quando ti accarezza, ti bacia, ti fa moine per farsi perdonare... ecco si... quando fa così...ti viene solo voglia di abbracciarlo e... amarlo.

(Nair)




venerdì 11 agosto 2017




Primo giorno di ferie.
Sole e vento giocano festosi come bambini.
La campagna dorata li rincorre, danza e sorride con loro.
Io, li osservo,  in silenzio li ascolto... e mi ascolto.





Devo riuscire a catturarle tutte
La lista dei Desideri è lunga



domenica 30 luglio 2017



Un abbraccio vuol dire “Tu non sei una minaccia. Non ho paura di starti così vicino.
 Posso rilassarmi, sentirmi a casa. Sono protetto, e qualcuno mi comprende”. La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di vita.
(Paulo Coelho)

L'Abbraccio è un gesto semplice, scambiato spesso in silenzio.
E' un pò come me. Semplice, ...a volte Silenziosa.
Diciamo che in alcuni momenti è un degno sostituto delle Parole.
Ma poi... a che servono le Parole quando si sta dentro un abbraccio?
Non servono a niente. Dice tutto Lui con le  sensazioni  meravigliose che trasmette.
Blog, senti,  ti do in consegna il mio Abbraccio.
Fanne buon uso. Non sprecarlo in futilità e frivolezze varie.
Raccogli la sua profondità.
Portalo con affetto a tutte le Anime Belle che sono passate di qua.
Anche a Lù, ti raccomando.
Blog... grazie per questi dodici anni.
Grazie davvero.

domenica 16 luglio 2017



Penso.
Penso a tante cose.
Penso che... sono preoccupata per i miei occhi che non vogliono guarire dall'allergia.
Penso che... mi sento strana, temo che l'allergia non sia allergia, e sia qualcosa di più serio, e domani dovrò fissare un nuovo appuntamento con l'occulista.
Penso che... neanche quest'anno potrò programmare una vacanza e dovrò arrangiarmi con i mordi e fuggi giornalieri.
Penso che... ormai sono già trascorsi dieci anni dall'ultima vacanza.
Penso che... avrei davvero bisogno di una vacanza, lontano dai doveri, dal lavoro, dalla famiglia,si, lontano dalle responsabilità sempre più rognose,impegnative, appiccicose. pesanti assai.
Penso che... vorrei vendere la mia quota dell'azienda, perchè sono stanca, non ce la faccio davvero più.
Penso che... non vogliono che lasci l'azienda, mi vogliono con loro.
Penso che... dovrò mettere in un cantuccio l'idea di cedere la mia quota dell'azienda.
Penso che... ma dove stanno tutti questi disoccupati?
Penso che... il ragazzo che questa settimana è venuto per un colloqui di lavoro, non troverà mai un lavoro.
(Perchè? 
Si presentava anche bene, si. Bella presenza. Serio. Posato. Mi descrive le sue capacità creative, mi parla delle precedenti esperienze lavorative, mi fa vedere alcuni bozzetti che ha ideato. Mi aveva anche quasi convinta. Gli spigo quale dovrebbe essere il suo ruolo in azienda, gli dico che dovrà affiancare Giampy che a settembre diventerà il nuovo responsabile del reparto grafico, gli spiego anche che la nostra è una piccola azienda e che a volte ce la necessità in caso di bisogno o di urgenza nelle consegne, di dare una mano anche in altri reparti. E la risposta di questo ventottenne, disoccupato, in cerca di lavoro è stata: “ Mi dispiace, ma io mi rendo disponibile solo per fare il grafico e non per fare anche altri lavori”. E vabbè, gli ho risposto io, allora questo posto di lavoro non fa per lei. Arrivederci e grazie. Avrei anche voluto dirgli:”tu, ragazzo caro, non hai ancora capito niente della vita, forse i tuoi genitori dovrebbero smettere di sganciare il grano, si, forse allora capiresti qualcosina di più. Ma non gliel'ho detto.)
Penso che... nemmeno il ragazzo che è venuto al colloquio la settimana precedente non troverà mai un lavoro.
(Questo invece, era un ventiduenne. Lui, a differenza dell'altro si offriva per qualsiasi tipo di lavoro, anche se non sapeva farne nemmeno uno. Ma questo non era importante, avrebbe imparato. E' stato però scartato appena me lo sono trovato davanti. In malo modo pure, l'ho mandato via. In una mano teneva il curriculum e nell'altra mano teneva la sigaretta accesa. Cose dell'altro mondo. Presentarsi a chiedere lavoro con la sigaretta in mano. Ma come si può essere così stupidi e maleducati ?)
Penso che... preferiscono andare a fare gli sguatteri all'estero piuttosto che fare dei sacrifici ed imparare una vera professione qui, nella loro terra.
Penso che la mia generazione non è stata poi così brava a crescere i figli, li ha riempiti di cose materiali, ed ha sorvolato un tantino di troppo su quelle morali, quelle che creano delle basi solide e concrete per la Vita.
Penso che, i genitori che hanno cresciuto quelli della mia generazione, sono stati più bravi a crescere i loro figli. Hanno avuto meno possibilità di fornirci cose materiali e comunque, per riceverle dovevamo meritarle a tutto tondo, però non hanno badato a spese nel donarci Lezioni ed Insegnamenti per la Vita.


Penso che... venerdì è stata una bella serata, trascorsa in un ristorantino a Venezia, insieme agli amici più cari, quelli di sempre, quelli che cascasse il mondo non ti abbandonano mai,.e che una serata così bella, in questo stronzo periodo della mia vita... ci voleva davvero.
Penso che... ero bella venerdì. Si. Ero davvero bella. Nello sguardo sereno. Nella scelta dell'abbigliamento,sobrio ma curato nei minimi particolari. Nei capelli lasciati sciolti a mostrare il loro riccio naturale. Nel trucco che non c'era perchè gli occhi ancora lo rifiutano ma erano talmente gioiosi e luminosi che il trucco sarebbe stato solo un impiccio. Nel suono della voce, dolce e tenera, finalmente rilassata e felice. Nelle gocce del mio profumo preferito che potrei definire una carezza.
Penso che... serate così, dovrei viverle più frequentemente.
Penso che... mi manca mia nipote Sofia, e che il Giappone è troppo lontano per raggiungerla, e mannaggia a lei, ma perchè si è invaghita così tanto del Giappone? Uffa.
Penso che... mio fratello e mia cognata temono che Sofia si voglia stabilire dopo la laurea in Giappone. Ma noooooooooooooo uffa!!! Ed io come faccio senza lei???
Penso che... dovrei preparare qualcosa per pranzo, ma non so da dove cominciare. Che preparo oggi? Uffa. Ma perchè non ho amore per i fornelli?
Penso che... farò una amatriciana, ma non mi riuscirà bene, come al solito.
Penso che le cicale stamattina hanno deciso di rompere le palle più degli altri giorni e non si zittiscono manco un secondo, fetentacce maledette.
Penso che... vabbè vado, che di stronzate ne ho scritte abbastanza.




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